S. GIOVANNI

S. Giovanni in Laterano – Età altomedievale: la seconda basilica

Il nuovo edificio, inaugurato agli inizi del X secolo, rispettava nella loro essenza le proporzioni della basilica costantiniana. Esso venne consacrato da papa Sergio III (870-911), il quale, aggiunse alla chiesa anche la dedicazione a San Giovanni Battista. Sergio fece inoltre ornare la tribuna di mosaici, lasciando memoria della propria opera in un'elaborata epigrafe, che venne posta sopra la porta maggiore.

Nel 1292 papa Niccolò IV restaurò i mosaici absidali per opera dei francescani fra’ Giacomo di Turrita e fra’ Giacomo da Camerino. Tra il 1297 e il 1300 sono inoltre forse databili i primi interventi da parte di Giotto sui cicli decorativi della basilica, nel corso del suo secondo soggiorno romano. L'apice della gloria della nuova basilica lateranense giunse comunque il 22 febbraio 1300, quando papa Bonifacio VIII vi indisse il primo Giubileo.

La decadenza cominciò però ben presto, appena nel 1305, quando, morto Bonifacio e le sue aspirazioni universalistiche, l’inizio della cattività avignonese segnò l’abbandono di Roma da parte dei papi. Nella notte del 6 maggio 1308 la seconda basilica laterana andò quasi completamente distrutta in un furioso incendio.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

S. Giovanni in Laterano – Età barocca: la quarta basilica

In vista del Giubileo del 1650 Innocenzo X Pamphili affidò a Francesco Borromini il rifacimento dell’interno, di cui volle comunque conservare l’impianto complessivo a cinque navate ed il cinquecentesco soffitto a cassettoni. Il progetto era ambizioso e si protrasse a lungo. Nel 1660 papa Alessandro VII fece rimuovere i portoni bronzei dell'antica Curia Iulia perché divenissero i battenti del nuovo ingresso della basilica. Tra il 1732 e il 1735, sotto il pontificato di Clemente XII Corsini, venne eseguita la facciata attuale, su disegno di Alessandro Galilei, con le 12 statue di Cristo e degli Apostoli, che troneggiano imponenti. Il soffitto della scuola di Michelangelo è databile intorno al 1562. Della basilica medioevale restarono solo il pavimento, il ciborio e il mosaico absidale.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

S. Giovanni in Laterano – Età bassomedievale: la terza basilica

Da Avignone, papa Clemente V e papa Giovanni XXII inviarono il denaro necessario alla ricostruzione e al mantenimento della basilica, ma la chiesa non tornò più al suo splendore originario. Nel 1360, poi, la nuova chiesa venne nuovamente distrutta dal fuoco e ricostruita da papa Urbano V. La terza basilica continuò a mantenere la sua forma antica, essendo ancora divisa in cinque navate separate da colonne e preceduta da un ampio quadriportico di stile paleocristiano, anch'esso retto da colonne e decorato, al centro, da fontane. La facciata era abbellita da un grande mosaico su fondo d'oro raffigurante al centro il Cristo Salvatore e, nel registro inferiore, i quattro Evangelisti.

Nel 1349 l'edificio venne lesionato da un nuovo terremoto e quindi nuovamente attaccato dal fuoco nel 1361. Papa Urbano V affidò i restauri al senese Giovanni di Stefano, il quale eliminò parzialmente le trabeazioni interne e sostituì le colonne costantiniane con venti pilastri in laterizio, realizzando infine, con il contributo del re di Francia Carlo V il grandioso ciborio, inaugurato nel 1370, nel quale furono inseriti i preziosi reliquiari contenenti le teste dei santi Pietro e Paolo. Il ciborio tutt’oggi sovrasta l’altare maggiore, nel quale è incastonata la reliquia della tavola su cui celebrò san Pietro. Vi si trovava poi un ciclo di affreschi, a suo tempo ammiratissimo seppure incompleto, oggi scomparso, opera di Gentile da Fabriano e del Pisanello, commissionato da Martino V.

Al ritorno da Avignone di Gregorio XI nel 1377, i papi scelsero di spostare la loro residenza al Vaticano e il Laterano perse parte della sua importanza a vantaggio di san Pietro. Nonostante questo lo stesso Gregorio dotò la basilica di un nuovo portale, ornato da leoni, riedificando al contempo la facciata settentrionale, nella quale fece aprire un nuovo rosone.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

S. Giovanni in Laterano – Chiostro lateranense

Dall'interno della basilica si accede anche al chiostro (opera dei più celebri maestri cosmateschi romani). Nel chiostro, oltre ad alcune testimonianze dell'antico Patriarchio, sono visibili opere di Arnolfo di Cambio e di altri artisti. Il chiostro è legato all'esistenza in loco di un grande monastero benedettino racchiuso tra la mura aureliane, il Patriarchio e la basilica, nel quale abitava la comunità dei monaci addetti ai servizi nella basilica. L'unica parte che ancora rimane del grande complesso monastico è proprio il chiostro, circondato da belle colonne di marmo intarsiato, di stile cosmatesco fra il romanico e il gotico, opera dei Vassalletto, famosa famiglia di marmorari romani, databile all'inizio del XIII.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

S. Giovanni in Laterano – Battistero lateranense

Il battistero del Laterano, con la sua pianta ottagonale, è separato dalla basilica. Fu edificato da papa Sisto III, forse su una struttura precedente, dato che una leggenda dice che Costantino fosse stato battezzato là e avesse arricchito la struttura; in realtà fu battezzato in oriente, da un vescovo ariano. Questo Battistero è stato per molte generazioni l’unico Battistero a Roma e la sua struttura ottagonale, concentrata sul grande bacino per le immersioni complete, ha fornito un modello per altri battisteri per tutta l'Italia.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *